HAI BISOGNO DI ALLENARE IL MUSCOLO DEL RICEVERE?
 di Blossom Benedict

 

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(Ho capito che essere forte, indipendente e capace non significa che non puoi anche ricevere.)

Ricevere è davvero qualcosa su cui ho dovuto fare pratica. Letteralmente. Costruire il muscolo.

Ero seduta in cucina con il mio collega Dain, anni fa, e lui mi ha offerto una coca.
“Sì, grazie!” Ho risposto allungandomi e l’ho presa dal tavolo di fronte a lui. È rimasto lì a fissarmi perplesso.
“Ti rendi conto che non posso neanche passarti una coca?” Mi ha chiesto.

“Cosa dici?” Ho risposto, un po’ sulla difensiva. “Era proprio lì.”

“Fai sempre tutto da sola. Non ti posso neanche passare una coca, anche solo aprirtela e versartela o – il ciel non voglia- offrirti perfino del ghiaccio. Volevo solo prepararti una coca.”

Mi ha lasciata di stucco.

Dovete sapere che sono stata cresciuta da una mamma single incredibilmente capace e che ha vissuto durante il periodo di liberazione delle donne. Ha cresciuto due figli, si tagliava da sola la legna per il fuoco, avviava la nostra macchina rotta con un cacciavite tutte le mattine, mungeva le capre prima della scuola…poteva fare di tutto. E lo faceva. Sono cresciuta portandomi le valigie, guidando per andare agli eventi e aprendomi da sola le porte. Ero grata di essere stata cresciuta in quel modo per sentirmi sicura di me e competente e sapere che potevo prendermi cura di me stessa quando ne avevo bisogno.

Ma cos’altro avevo legato a questo modo di pensare? Che cos’avevo escluso nel cammino?

Mi sono resa conto, forse per la prima volta, che solo perché sono in grado di fare qualcosa, questo non significa che sia la scelta che creerà di più. Ovviamente sono fisicamente in grado di aprirmi una lattina di coca. Ma che cosa creerà quella scelta? Che cosa creerebbe permettere a qualcuno di farlo per me? E se sorridessi e fossi grata? Quali riverberi potrebbe avere questo per la giornata di quella persona o per la sua vita o magari perfino per il mondo?

Ho provato a ripetere la scena nella mia testa con me che resto seduta serenamente sulla sedia mentre Dain mi versa con disinvoltura la coca sul ghiaccio. Ehhhhh. Perfino nella mia testa mi ha fatto sentire scomoda.
“Wow. Capisco.” Ho dichiarato. “Non sono tanto a mio agio a ricevere. Che cosa ci vorrebbe per cambiare questo?”

E una delle cose delle quali sono grata di me è che, non appena finalmente vedo che ho adottato un modo di funzionare limitato nel mondo, non mi limito a sorridere e sperare che cambi. “Che cosa ci vorrebbe per cambiare questo?” davvero significa “che cosa ci vorrebbe?” e “che cosa ci vorrebbe” e qualsiasi consapevolezza mi venga mentre sto facendo la domanda, la seguo e vedo che cosa si mostra.

Così mi sono messa su un sito di incontri online. Perché beh, è stata la prima cosa che mi è venuta in mente. E nel mio profilo ho scritto: “Mi sto riprendendo dal movimento di liberazione delle donne. Ho bisogno che tu mi apra la porta anche quando mi avvio per farlo io stessa.”
Sono andata ad appuntamenti e mi sedevo letteralmente sulle mie stesse mani quando arrivava il conto. Non era che non avrei pagato. Volevo solo allenarmi ad aspettare 10 secondi per vedere se il mio accompagnatore avrebbe offerto. E se lo faceva, allora cercavo di ingoiare la rabbia che inevitabilmente mi saliva in gola abbastanza da dire “grazie” nel modo più genuino e cortese a cui potessi fare appello.
Odiavo non offrirmi di dividere il conto. Odiavo aspettare pateticamente in piedi accanto a una porta mentre veniva aperta.
Ma in qualche modo, nel tempo, lo odiavo di meno…sempre meno…e a un certo punto ho iniziato a notare che non stavo più in piedi pateticamente, stavo in piedi lì in gratitudine…e addirittura mi piaceva quasi!

Ho scoperto che permettere a qualcuno di portarmi un caffè o scrivere una citazione da un mio seminario o sollevare la borsa al mio posto, quando veramente desiderano farlo, li faceva sentire bene. E più rispondevo con esultanza, gratitudine e con piacere, più gioia sembrava che ricevesse anche la persona che mi stava facendo quel dono.
Sembra che si tratti di uno di quegli argomenti che avevo capito al contrario.

E se ricevere fosse il regalo? E se rifiutando di ricevere, non stessimo “risparmiando a qualcuno la seccatura di”, ma davvero eliminassimo la possibilità che questo esista?
Se non stai ricevendo tutto quello che desideri nella vita, è possibile che la tua capacità di ricevere faccia schifo?
È forse il momento di iniziare ad allenare il muscolo?
È forse i momento di sedersi sulle mani per un po’?

Ho capito che essere forte, indipendente e capace non significa che non puoi anche essere aggraziata, grata e ricevere.
Il mio ricevere non è ancora perfetto. Ne richiedo di più in continuazione! È un percorso, questa cosa chiamata consapevolezza.
Ma la mia vita si è espansa con persone e cose, in un modo che non avrei mai potuto immaginare. E fortunatamente, non faccio più una smorfia quando qualcuno mi offre una coca.

Blossom Benedict, speaker internazionale e coach trasformazionale che ha toccato migliaia di vite con i dinamici strumenti di Access Consciousness®. Dirama il messaggio che qualsiasi cosa tu desideri, può essere cambiata e che anzi, si può perfino farlo con facilità, gioia, leggerezza e -il ciel non voglia- perfino con un pizzico di humor.