Rimarrei sbalordita se non fosse vero

heavenDi Blossom Benedict

L’altro giorno, un amico parroco di mio marito gli ha detto: ”Dopo la morte, quando arriverò nell’aldilà, rimarrei sbalordito se Gesù non ci fosse. Ma anche se così fosse, non avrei vissuto diversamente. Ho avuto la vita migliore che potessi avere.”

Queste parole mi hanno colpito così profondamente che continuo a pensarci. Stamattina mi è venuto in mente che, forse, non ha importanza ciò che è vero. È importante VIVERE. E la vita che viene creata dai nostri punti di vista.

Sono convinta di essere un essere infinito che può percepire, sapere, essere e ricevere infinitamente.Questa idea mi invita incessantemente a uscire dal circo della mia mente e a chiedermi che cosa so. Mi permette di non arenarmi nei sentimenti che provo e considerare, invece, cosa sto percependo intorno a me. Mi spinge continuamente a chiedere di essere e ricevere di più.

Se morissi e scoprissi che, in realtà, sono una macchina molto limitata, una creatura che vive una vita casuale e priva di significato, la mia esistenza sarebbe stata comunque molto più gioiosa per il fatto che ho sempre aspirato a essere e ricevere di più.

Sono convinta che la gioia guarisca il pianeta.

Magari non è vero. Magari il pianeta è solo un freddo mucchio di pietre prive di consapevolezza sulle quali mi trovo. Ma non la penso così. Sono convinta che la Terra riceva da me e sia grata del fatto che sono gioiosa e viva.

E la scelta di vivere pensando che ciò sia vero mi ha arricchito moltissimo. Ha reso le risate una priorità, così come il donare e ricevere da questa cosa incredibile chiamata “Terra”. La connessione che mi ha dato con questo pianeta è tale che nessuna esperienza dopo la morte potrebbe mai cancellarla.

Sono convinta che le domande siano magiche. Che noi abbiamo sempre una scelta. Che tutto può essere cambiato. Che creiamo la nostra realtà attraverso i nostri punti di vista. Che Gesù era serio quando diceva che possiamo compiere miracoli ancora più grandi dei suoi, se solo troviamo il nostro modo di farlo.

Sono convinta che il giudizio è la più grande fonte di separazione, che uccide le possibilità e distrugge l’accesso alla consapevolezza. Sono convinta che l’atto di amare…amare il pianeta, gli animali, la pioggia, amarci l’un l’altro, sia una forza incredibilmente potente.

Sono convinta che siamo tutti connessi. E anche se non ne sono sempre consapevole, il fatto che ricerchi e domandi di vedere la connessione e l’unità tra me e gli altri ha creato molta più cura amorevole nel mio mondo. Crea un pianeta nel quale mi piacerebbe essere.

E lottare per disfarmi del giudizio presente nel mio mondo mi ha dato molta più libertà e pace. Se morissi oggi, andassi nell’aldilà e mi rendessi contro che tutto ciò che ho considerato vero e reale riguardo alla consapevolezza fosse una bugia, rimarrei sbalordita.

Ma se lo sapessi ora che sono viva, farei qualcosa di diverso? Me lo sono chiesto tutta la notte. Quali idee ho che non mi sono utili? A quali credenze sul mondo, sul mio corpo, sui soldi, sulla gente e sulla Terra mi mantengo aggrappata nonostante stiano creando di meno invece che di più?

Come potrei vivere per creare la più grande, ricca, soddisfacente vita possibile, non importa cosa si dimostri vero?

Noi siamo qui ora.

Come possiamo essere così fortunati nell’avere questo dono?

Cosa ti sbalordirebbe se scoprissi che non è vero? E avresti scelto la stessa vita comunque?

Tradotto da Giulia Regoli