Sei Empatico o Sei Consapevole?

heavenTi è mai capitato di avere un pensiero o una sensazione che non sembrava corrispondere a quello che stava succedendo nella tua vita? Magari era una bellissima giornata, avevi fatto un gustoso pranzetto con un amico e improvvisamente ti sei sentito triste? Oppure avevi appena avuto una promozione o l’appuntamento che stavi sognando e poi, di punto in bianco, si è insinuato il pensiero: “La mia vita è a un punto morto!”? Hai cercato di dare un senso a quella sensazione o pensiero anche se sembrava assurdo?

Cercare di dare un senso a quel pensiero bizzarro sembrerebbe la cosa più logica da fare, peccato che nessuno ci ha mai detto che molti dei nostri pensieri, sentimenti ed emozioni non sono nemmeno nostri! Potresti domandarti, ma come è possibile? Potrebbe essere che sei più telepatico di quanto pensi? Non si tratta di leggere le foglie del tè o guardare dentro la sfera di cristallo, ma semplicemente di essere in grado di captare i pensieri, i sentimenti e le emozioni di quelli che ti stanno intorno.

Ti hanno mai definito un empatico? Sei mai entrato in una stanza dove c’era qualcuno che era triste o arrabbiato? Eri consapevole dell’energia nella stanza anche se nessuno ti aveva detto nulla? Questo è quel genere di “intercettazioni” che molti di noi fanno regolarmente senza neppure rendersene conto. Come si fa a dire se un pensiero, una sensazione o un’emozione è tua o meno? Un fantastico strumento per aiutarti a riconoscere se ciò che provi non ti appartiene è chiedere: “A chi appartiene questo?”.

Ogni volta che diventi consapevole di un pensiero, una sensazione o un’emozione, chiedi: “A chi appartiene questo?” oppure “È mio?”. Se l’energia si alleggerisce anche solo un pochino, non è tuo! E non occorre neppure sapere il nome della persona a cui appartiene.

Se davvero ti piacerebbe percepire quanti pensieri, sentimenti ed emozioni non sono tuoi, prova a farlo per tre giorni.  Per ogni singolo pensiero, sensazione o emozione che ti arriva, fai la domanda “A chi appartiene questo?”. Alla fine dei tre giorni, nella tua testa ci saranno molta più pace e spazio di quanto tu possa immaginare! È come essere in uno stato meditativo perpetuo.

Se davvero vuoi provare a fare questo esercizio, sii benevolo con te stesso! Fare la domanda può essere difficile, soprattutto il primo giorno. Vai avanti, vedrai che diventerà sempre più facile.

Quando si usa questo strumento ci sono alcune altre cose di cui essere consapevoli. Se hai già deciso quale deve essere il risultato, potresti non ricevere una consapevolezza accurata. Ad esempio se ti senti triste e chiedi, “A chi appartiene questo?”, ma sei sicuro che sia perché tua sorella ha perso il lavoro, non diventerà più leggero anche se non ti appartiene.

In questo caso, potresti dire: “Distruggo e screo tutte le proiezioni, aspettative, rifiuti, separazioni, giudizi e conclusioni che ho riguardo a __________”. E poi usa la frase di pulizia di Access Consciousness. In questo modo potrai ricevere una consapevolezza energetica più precisa di “A chi appartiene questo?”

A volte alcune persone riferiscono che quando chiedono, “A chi appartiene questo?” e l’energia si alleggerisce, gli resta comunque una la sensazione di tristezza o qualsiasi altra cosa sia. Questo può succederti quando stai semplicemente ricevendo una consapevolezza, invece di pescare qualcosa dalla testa di qualcuno. Una consapevolezza è solo una consapevolezza. Non se ne andrà via e non hai bisogno di fare qualcosa a riguardo.

“A chi appartiene questo?” oltre ai pensieri, sentimenti ed emozioni, può essere usato anche per altro. Molte persone hanno la capacità di levare il dolore o persino le malattie dagli altri. Quando ti senti male oppure sembra che ci sia qualcosa “che non va” nel tuo corpo, questa è un’ottima domanda da fare. Ci sono stati addirittura dei casi dove, dopo aver fatto la domanda, le persone si sono rese conto che stavano togliendo la depressione e la tristezza da chi li circondava. Nel prendere il dolore o la malattia di un altro crediamo di essere gentili, ma in realtà non stiamo facendo niente di buono per nessuno. Se togli un disturbo da qualcuno, tu non puoi cambiarlo perché non ti appartiene e nemmeno la persona, perché lo hai preso tu!

“A chi appartiene questo?” È davvero uno degli strumenti più utili che ci siano! Una semplice domanda può liberarti da molti dei tuoi pensieri, sentimenti, emozioni e perfino dolori e malattie!

Traduzione: Nicoletta Seeber